Attenzione sulla Via Palmiro Togliatti, direzione nord verso la Via Prenestina. All'altezza del ponte, quello sulla valle della GESCAL (valle che prende il nome dal famoso comodo affascinante e vagamente decostruttivista complesso di casermoni popolari dell'ex IACP), vi può finire la benzina, se non vi siete ricordati di fare rifornimento, ovvero se vi siete ricordati sì di farlo, ma avete comunque preferito spendere quei dieci euri in altri modi (che adesso non stiamo qui a sindacare su quali siano, evidentemente avete sbagliato pompe). Se rimanete senza carburante in direzione nord, dicevamo, ricordate che non potete parcheggiare sulla destra perchè c'è la fermata del bus (a un amico mio gli han fatto 85 euri di multa anche di notte per "intralcio al regolare servizio di trasporto pubblico").
L'unica soluzione è quella di scendere dalla vostra auto, fare una pericolosa quanto necessaria manovra di inversione a U a spinta, e andare a parcheggiare all'inizio del ponte, dalla parte opposta rispetto a quella verso cui stavate procedendo. Questa manovra è obbligatoria anche perchè così facendo vi troverete la togliatti in leggera discesa, e spingerla verso il parcheggio sarà meno faticoso. Quindi, seguite la procedura standard: guardate innanzitutto se ci sono autorità competenti in giro: non avendo mai comperato quel maledetto giubbetto arancione da sfigati, farvi beccare senza mentre compiete tutte queste infrazioni di notte può essere solo un aggravante in caso di arresto. Appurato ciò, scendete dall'automobile, disinserite il cambio lasciandolo nella cosiddetta posizione "affolle". Ricordate di aprire il finestrino per spingere l'auto, in modo da poter avere una mano sul volante: questo perchè lo sportello del vostro mezzo, dalla parte del guidatore, si può aprire solo dall'interno, essendosi disattivato il dispositivo supertecnologico che permetteva l'apertura del portello anche dall'esterno mediante semplice pressione sulla maniglia (n.d.r.: si è spezzato il gancio). Ora cominciate a far manovra evitando di farvi beccare dalle altre automobili provenienti da entrambe le direzioni, le quali, vedendovi in difficoltà, accelereranno e suoneranno e abbaglieranno e vi bestemmieranno contro, o in alternativa vi faranno le corna o vi derideranno gridando frasi sconce o vi lanceranno dei mozziconi di sigarette. Sudati come delle bestie e leggermente fumanti (nonostante o a causa dei 4 gradi centigradi) per fare questa benedetta manovra di inversione (che si può riassumere in: spinta un po' avanti - gira il volante - spinta un po' indietro - gira il volante - spinta un po' avanti - gira il volante - spinta un po' indietro - ecc ecc) cominciate ora a spingere l'automobile sul rettilineo, finalmente. Ah, che bella sensazione, la macchina va quasi da sola, con questo falso piano colla pendenza e il vento a favore, basta il tocco di un dito e la barca va.
Va.
Va.
Forsa va un po' troppo.
Prende velocità, adesso siete quasi aggrappati al finestrino, perchè la macchina sta prendendo sempre più velocità. Per un momento vi viene in mente una pallina sul piano inclinato che corre a gi uguale 9,8 vu per esse quadro moltiplicato qualche kappa a casaccio, ma capite subito che questa cosa non serve a un cazzo ai fini della risoluzione di questo problema vostro attuale. Ne' serve dare la colpa al vostro vecchio professore di fisica, anche se lo maledite comunque per quel cinque all'ultimo trimestre dell'ultimo anno (bastardo infame). Santa madonna, ora state correndo a fianco della vostra saxò, e quelli che vengono incontro abbagliano e suonano pure invece di fermarsi e aiutare un povero cristo che sta praticamente facendo una gara di velocità contro cristie la macchina infernale. In apnea per lo sforzo, cercherete di aprire lo sportello. Ma lo sportello è rotto, ricordate? Non si apre dall'esterno. Allora vi tuffate nel finestrino aggrappandovi al volante con la sinistra e cercando di afferrare il freno a mano con la destra. Questa operazione diciamo, che avete visto fare mille volte a McGiver con estrema facilità, riserva delle sorprese. Le vostre gambe, fuori dal finestrino, penzoleranno impazzite al vento come sciarpette della roma al ritorno vittoriosi dallo stadio. Il vostro peso si scaricherà tutto sul volante, che compierà una rotazione di 30-35 gradi in senso orario. La macchina seguirà questo movimento, ergo salirà sul marciapiede, producendo quel rumore di sfrigolio e scintille tipico di una fiancata in lamiera francese verniciata blu scuro quando viene a contatto (prolungato) con un guard-rail in lamiera grigia. Se non fosse che oltre il guard-rail ci sono venti metri di dirupo, sarebbe anche divertente (se capitasse a un altro). In ogni caso, riuscirete comunque a tirare il freno a mano prima di precipitare di sotto, e la macchina si pianterà di scatto, facendovi sbattere la capoccia sull'autoradio, che si accenderà mentre comincia il vostro programma preferito: Onda Verde, a cura del CCIS viaggiare informati. Dopo che vi sarete ripresi, fatevi a piedi i tre chilometri che vi separano dal primo distributore, con la vostra bella tanichetta da 5 litri. Lungo il tragitto, ignorate le mignotte che vi sfottono, nel caso le incontriate. Se vi va bene, in due-tre orette avete fatto.
Pensate che buffo se foste precipitati di sotto e successivamente foste morti. Neanche quelli di CSI avrebbero capito la dinamica dell'incidente dai seguenti dati: una macchina in un burrone, con un tizio infilato per metà dentro e per metà fuori dallo sportello del guidatore. Niente esplosioni, niente frenate, niente tracce di alcool o droga, niente sperma sui pantaloni. Un caso irrisolto.
dal nostro santo apostolo hubrys che si è ispirato ai versetti 23:30 del vangelo di S.Luca
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